Sabato, Aprile 21, 2018
   
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Pubblicazione bandi Lavori di manutenzione

LogoAbilitazione-MEPA1Il Consip ha autorizzato la pubblicazione, sulla piattaforma "MePA", dei nuovi bandi per l’abilitazione di esecutori di “Lavori di manutenzione” .
Grazie alla facoltà introdotta dalla Legge di stabilità 2016, Amministrazioni e imprese potranno negoziare sul Portale Acquisti in Rete non solo acquisti di beni o servizi, ma anche appalti di lavori, con tutti i vantaggi in termini di semplificazione, rapidità e trasparenza legati all’utilizzo di uno strumento smaterializzato.
Le imprese possono già inviare la domanda di abilitazione e potranno rispondere alle Richieste di offerta delle Amministrazioni per appalti di lavori fino a 1 milione di euro.
I bandi sono stati organizzati sulla base della specificità delle opere oggetto di manutenzione: dalle opere edili ai beni del patrimonio culturale, dalle opere stradali, ferroviarie e aeree a quelle idrauliche, marittime e delle reti gas, dagli impianti al settore ambiente e territorio, per finire con le opere specializzate.
Per ciascun Bando, gli operatori economici si possono abilitare per l’esecuzione di lavori con importi inferiori a euro 150.000 (in tal caso attestando il possesso dei requisiti di cui all’art. 90 del D.P.R. n.207/2010) oppure per lavori con importi pari o superiori a euro 150.000 (attestando la relativa qualificazione SOA).
Per ulteriori dettagli contattare il referente dello sportello in rete della Cna di Pescara al num. 0858426853

Comune di Pescara - regolamento Plurinegozio

logo-pescara2Con delibera di Consiglio Comunale n. 22 del 25/02/2016 è stato approvato all’unanimità dei presenti votanti in Consiglio Comunale, il “Regolamento Comunale di “Plurinegozio”(visualizza) - Criteri per il riconoscimento della tipologia commerciale di “Plurinegozio” – coesistenza di più esercizi di attività in stessi locali.”
I processi di liberalizzazione del mercato dei servizi e di semplificazione delle relative e consequenziali procedure amministrative, avviati con la Direttiva Servizi 2006/123/CE, meglio nota come Direttiva Bolkestein, hanno coinvolto, tra le altre attività ed anche in maniera significativa, il comparto del commercio, che negli ultimi anni è stato poi oggetto di ulteriori e non meno importanti innovazioni normative, tutte con la finalità di favorire lo sviluppo e la competitività del territorio attraverso la tutela e la promozione del diritto di impresa.
La proposizione ed approvazione del presente Regolamento ha tratto spunto dall’esigenza di far fronte a sempre più innovative proposte che frequentemente pervengono dal mondo imprenditoriale finalizzate sia all’abbattimento dei costi di gestione dei locali che alla possibilità di creare sinergie con altri imprenditori.

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Imprese, nel Pescarese il 2015 è un anno da boom

donna imprenditoria thumbA Pescara è boom di imprese, ed a fare da traino è soprattutto l’area dei servizi. Lo certifica lo studio messo a punto da Aldo Ronci per la Cna Abruzzo, secondo cui nel 2015 nella provincia adriatica il numero totale di imprese ha segnato un saldo attivo di ben 406 unità, un dato questo in netta controtendenza rispetto al resto della regione: con L’Aquila che flette di 150 unità, Chieti di 106 e Teramo di 17. La variazione positiva del Pescarese si spiega soprattutto con l’esplosione, come detto, del comparto dei servizi: tra gennaio e dicembre sono 538 le imprese in più, con numeri consistenti nel commercio (+157), nella ristorazione (+78) e nelle attività immobiliari (+40). A fare da contraltare all’impetuosa espansione dell’area dei servizi, dice la ricerca realizzata su dati di Infocamere, è soprattutto il comparto artigiano, che a Pescara – sempre tra gennaio e dicembre dell’anno passato – flette di 208 unità; di magra consolazione, forse, sapere che nel resto del territorio regionale sia andata perfino peggio, come mostrano le cifre di Chieti (-254) e Teramo (-247). Cifre “in rosso”, in grado di precipitare la regione a una media peggiore di quella nazionale e a un saldo negativo globale di 900 unità. Spiega così Ronci: «Negli ultimi cinque anni, in Abruzzo, le imprese artigiane hanno subito una flessione di 3.817 unità che hanno determinato una diminuzione di 10.300 occupati. Il loro decremento è stato del 2,73%, valore doppio rispetto a quello medio italiano (-1,37%): un dato che ci pone come fanalino di coda delle regioni italiane, e che mette in evidenza come questo settore registri risultati notevolmente peggiori rispetto a quello italiano, pure in difficoltà». Male l’artigianato, dunque., che torna ai minimi storici: le 31mila 765 imprese attive a fine dicembre, in Abruzzo, sono le stesse che esistevano quindici anni fa. E male – in un quadro che sembra invece mostrare segni di ripresa - anche un altro storico settore dell’economia pescarese, quello delle costruzioni (-121), seppure anche in questo caso in modo meno consistente rispetto al resto dell’Abruzzo.
Conclusioni. La buona performance di Pescara e del suo territorio permette di occultare, ma solo in parte, il cattivo andamento regionale: «Perché - illustra Ronci - nel 2015 le iscrizioni in Abruzzo sono state 8.689 e le cessazioni 8.556, per cui le nuove imprese sono state solo 133. Un valore notevolmente inferiore rispetto alle 305 del 2014». Ai problemi dell’artigianato guarda il direttore della Cna Abruzzo, Graziano Di Costanzo, secondo il quale «la crisi specifica che attraversa il settore deve essere affrontata con misure decise. Abbiamo una legge regionale di settore approvata nel 2009, che prevede sostegno all’artigianato artistico, all’avvio dell’attività di impresa, al passaggio generazionale, al credito, ma che resta lettera morta perché da anni – stante i conti in rosso della sanità – non viene rifinanziata. Credo sia un errore, e l’impegno della Regione deve essere quello di reperire fondi, al più presto, per rilanciarla. Senza specifici sostegni, difficile dunque che un comparto strategico per l’economia abruzzese, come l’artigianato, possa trovare ragioni per una ripresa».

Nuova Pescara - Comunicato Stampa della Cna di Pescara

grande pe“Nuova Pescara”, la Cna: il Consiglio regionale attui la volontà popolare
PESCARA - «La convocazione del Consiglio regionale, per la prossima settimana, con all’ordine del giorno l’istituzione della Nuova Pescara, rappresenta un appuntamento decisivo per la realizzazione del progetto di fusione tra i comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore». Lo afferma la Cna di Pescara, che ricorda come, dopo l’esito favorevole della consultazione referendaria della primavera del 2014, e il sostegno espresso nel luglio scorso all’unanimità da parte del Forum dell’economia provinciale, «tocchi adesso alla politica dare coerentemente
attuazione alla volontà espressa dalla maggioranza dei cittadini elettori dei tre centri. E ad un orientamento favorevole manifestato dall’insieme delle forze economiche, sociali e sindacali del Pescarese senza eccezione alcuna».

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Esenzione TARI

tari-rifiutiEsenzione TARI: niente doppi costi sui rifiuti speciali
Niente TARI per i capannoni industriali o artigianali dove si producono in via continuativa rifiuti speciali. E’ la precisazione del Ministero dell’Economia (risoluzione n. 2 del 9 dicembre 2014) che, di fatto, va a colmare un dubbio normativo che rischiava di far nascere contenziosi tra imprese e Comuni: non si può infatti ritenere corretta l’applicazione della tassa sui rifiuti alle superfici destinate alle attività produttive poiché su di esse grava già il costo per lo smaltimento in proprio dei rifiuti. Non sono soggette dunque alla TARI le superfici utilizzate per le lavorazioni industriali o artigianali dove si formano rifiuti speciali ”in via continuativa e prevalente”.
Applicando la tassa rifiuti a tali superfici, si andrebbe incontro ad una duplicazione di costi in quanto i produttori di rifiuti speciali, oltre a pagare la TARI, dovrebbero sostenere anche lo smaltimento in proprio dei rifiuti stessi. Pertanto, le superfici adibite in misura prevalente a lavorazioni industriali o artigianali non sono tassabili. I magazzini intermedi di produzione e quelli adibiti allo stoccaggio dei prodotti finiti devono essere considerati non tassabili in quanto produttivi di rifiuti speciali, anche a prescindere dall’intervento regolamentare locale. Il Comune – prosegue il Ministero – non ha infatti alcuno spazio decisionale in ordine al potere di assimilazione. Vanno escluse dalla tassazione anche le aree scoperte che danno luogo alla produzione, in via continuativa e prevalente, di rifiuti speciali non assimilabili ove siano asservite al ciclo produttivo.

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