Giovedì, Novembre 23, 2017
   
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Free Tax Day Cna Pescara

freetaxdayMeglio di tutte L’Aquila. Con Spoltore e Vasto alle piazze d’onore. E’ la classifica del “free tax day”, ovvero “Comune che vai tassa che trovi”, la ricerca messa a punto dalla Cna nazionale, che ha provato a stabilire, nei dodici maggiori centri della nostra regione (i quattro capoluoghi e i due centri più popolosi di ciascuna provincia) quale sia il giorno esatto in cui un imprenditore smette di lavorare per il suo tradizionale socio occulto, lo Stato

, ed inizia a produrre reddito per sé, la sua famiglia e la sua azienda. Si scopre così che all’Aquila, la data fatidica in cui si inverte la rotta sia fissata al 2 agosto; un giorno prima di Spoltore, quattro di Vasto. Un rosario di date, che vede alla quarta piazza Avezzano (7 agosto), prima di Teramo e Lanciano (8 agosto), Chieti (11), Giulianova (16), Pescara (17), Montesilvano (22), Sulmona (25), fino alla maglia nera Roseto (26). La classifica delle date, ovviamente, porta con sé una evidente conseguenza sul reddito disponibile. Immaginando sia fissato a quota 50mila euro, capita così che mentre un’impresa aquilana si “metta in tasca” qualcosa come 20mila e 500 euro, al capo opposto della graduatoria una impresa rosetana possa disporre di 17mila 230 euro, con una differenza di oltre 3mila euro.
Lo studio, messo a punto dal responsabile per le politiche fiscali della Cna nazionale, Claudio Carpentieri, ha miscelato - in un cocktail indigesto per il mondo delle imprese - tutte le diverse voci di cui si compone la fiscalità nazionale (Irpef), regionale (addizionali pagate sull’Irpef) e locale (smaltimento rifiuti, Imu, servizi vari). Con il risultato di determinare un’autentica emorragia nelle tasche delle imprese, secondo una scala gerarchica che, nel 2015, fa ancora dell’Erario il predatore più vorace nella distribuzione proporzionale della pressione fiscale: 40,6% di valore medio regionale (media nazionale del 40,2), contro il 7,4% della componente regionale (media Italia al 6,7%), e il 13,7% della media comunale.
Interessante, soprattutto per capire la furia predatrice della fiscalità locale, il parallelo fissato con il 2011 per tutti e dodici i comuni sottoposti al test. Un confronto che stabilisce una diversa gerarchia di valori per le città-campione, ma con la sola Vasto piazzata meglio di allora (6 agosto oggi, contro il 7 di allora) e Teramo stabile all’8 agosto. Un confronto impietoso, che mette all’ultimo posto Pescara e Roseto (16 giorni in più a testa!), seguite da Sulmona (13), Lanciano (12), Chieti (11).
Un pacchetto di proposte per alleggerire la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese italiane e abruzzesi. Lo ha presentato questa mattina la Cna, illustrando a Pescara i risultati dello studio “Comune che vai tassa che trovi”, impietosa analisi di quanto forte sia la stretta fiscale sul mondo dell’artigianato e delle imprese. All’incontro con la stampa, oltre al curatore dell’indagine, ovvero il responsabile nazionale dell’area fiscale della Cna, Claudio Carpentieri, hanno preso parte il presidente regionale della confederazione artigiana, Italo Lupo, e il direttore della Cna pescarese, Carmine Salce. Presenti, inoltre, i sindaci di Montesilvano e Spoltore, Francesco Maragno e Luciano Di Lorito.
Nel nutrito pacchetto di proposte messe a punto dalla Cna, spicca la richiesta di introdurre un principio, secondo il quale “chi più dichiara meno paga”, corredato dalla modifica del regime dei minimi, dalla applicazione delle imposte solo al reddito effettivamente incassato, dalla revisione di alcuni aspetti particolarmente gravosi legati all’introduzione della fatturazione elettronica. Nutrito anche il capitolo legato alla tassazione locale, autentica spina nel fianco del sistema delle imprese. Bersaglio delle richieste di modifica è soprattutto la temutissima imposta sugli immobili, l’Imu, che secondo la Cna deve poter essere totalmente deducibile dal reddito di impresa e dell’Irap; misura, questa, cui va associata una riduzione del 50% su immobili strumentali destinati alla produzione del reddito dell’impresa.

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