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Imprese Femminili in crescita

donna imprenditoriaSono ancora una minoranza - circa 1,3 milioni sui 6 totali –, ma nascono a un ritmo superiore alla media (+0,73% l'incremento registrato tra aprile e giugno di quest'anno, contro una variazione media complessiva dello 0,42%) e approfittano degli spazi che la crisi ha aperto.

La fotografia delle imprese femminili italiane è stata scattata da Unioncamere, con dati aggiornati a giugno 2014. Da un lato la crescita di realtà guidate da donne si intreccia con il fenomeno crescente dell'autoimpiego come risposta alla perdita del posto di lavoro dipendente; dall'altro fa ben sperare la concentrazione di imprese femminili nei servizi alla persona e alle imprese, nel turismo sostenibile, nel recupero delle tradizioni agroalimentari, nella tutela del paesaggio e del patrimonio artistico e culturale, nella direzione di un Paese possibile in cui le maggiori opportunità di benessere verranno dell'incrocio di attività manifatturiere e artigianali con lo sviluppo di servizi a elevato contenuto innovativo e supportati dalle tecnologie della rete.

A pesare maggiormente sulle prospettive delle donne che decidono di fare impresa restano le difficoltà legate alla solitudine decisionale in cui spesso le imprenditrici si trovano a operare, unite alla frequente insostituibilità della figura dell'imprenditrice nei processi di lavoro e nei rapporti con il mercato. Una condizione, questa, che espone agli imprevisti legati alla vita personale e famigliare della titolare, che spesso finiscono per ricadere sull'azienda rendendola più fragile. Per questo servono risposte sul campo, ad esempio tramite azioni di formazione e assistenza personalizzata, ma anche una politica capace di ascoltare e dare risposte specifiche alla componente imprenditoriale femminile.

Stando ai numeri, rispetto alla media degli imprenditori, le donne che fanno impresa pagano un'esperienza relativamente più breve del mercato, misurata sulla base dell'età delle loro aziende: la quota di imprese femminili nate dopo il 2000 - e dunque con meno di 14 anni di vita - è pari al 65,7% di quelle oggi esistenti (contro il 60,3% della media complessiva), mentre solo il 12,4% può vantare una data di nascita all'anagrafe delle imprese anteriore al 1990.
Alla minore esperienza si associa una più marcata fragilità della struttura organizzativa: il 65,5% delle attività guidate da donne è costituito nella forma di impresa individuale, contro una media del 54%. Si spiega anche così la più marcata prevalenza della taglia extra-small tra le imprese femminili: il 69,5% conta unicamente sulla titolare o al massimo un addetto, mentre il 94,2% non supera la soglia dei 5 addetti.

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