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Legge di stabilità, bonus assunzioni

job-searchIl testo del disegno di legge di Stabilità approvato dal Consiglio dei ministri potrebbe subire pesanti modifiche durante il suo iter parlamentare. Sono infatti numerose le sorprese tra le righe dei 47 articoli della bozza e tanti i nodi da sciogliere.

Alcuni noti da tempo, come l’allargamento della platea dei beneficiari del bonus di 80 euro alle famiglie numerose. Altri sorti dalla lettura della bozza. E non si tratta solo dei tagli a carico di Regioni ed enti locali.

Il presidente del Consiglio aveva annunciato la decontribuzione totale per tre anni sui nuovi assunti. Una misura molto importante, finalizzata a favorire l’occupazione giovanile che, come certifica l’Istat, dal 2008 ad oggi, è diminuita di oltre due milioni, da 7,2 a 5,1, nella fascia tra 25 e 34 anni. Lo sgravio contributivo c’è, ma l’articolo 12 fissa un tetto di 6.200 euro l’anno, che corrisponde a una retribuzione lorda annua di circa 19 mila euro, 1.200 euro netti al mese. Un livello che copre la grandissima parte delle retribuzioni d’ingresso. Ma il limite maggiore è costituito dallo stanziamento per lo sgravio. Lo stesso articolo 12 parla di «un miliardo per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017». Sommando le risorse che verranno dalla soppressione degli sconti sulla stabilizzazione degli apprendisti e sull’assunzione di disoccupati da più di 24 mesi, si arriva a 1,9 miliardi l’anno, dice il governo. Con questa somma, però, le aziende potrebbero assumere poco più di 300 mila persone (1,9 miliardi diviso 6.200 euro fa 306.451) mentre, secondo i dati del ministero del Lavoro, in un anno vengono attivati circa un milione e mezzo di contratti a tempo indeterminato.
Anche considerando i paletti fissati dal ddl i fondi stanziati potrebbero andare esauriti già nella prima metà del 2015. Se quindi davvero il Governo vuole rendere strutturalmente il contratto a tempo indeterminato meno costoso, deve stanziare molti più soldi.

Oggetto di discussione è anche l’alleggerimento dell’Irap. La deducibilità totale del costo del lavoro dalla base imponibile riguarda esclusivamente la forza lavoro a tempo indeterminato. Ed è controbilanciata dalla cancellazione del taglio del 10% dell’aliquota Irap decisa ad aprile. L’Irap torna quindi al 3,9% (dal 3,5%) sulla componente lavoro a tempo determinato e sulle altre due voci della base imponibile . Significa che il taglio complessivo dell’Irap si riduce a 2,9 miliardi rispetto ai 5 annunciati.

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