Bonifici tra familiari: cosa sapere per evitare problemi con il Fisco

cna-pescara-bonifici-tra-familiari-fb

In Italia inviare denaro a figli, genitori, fratelli o altri parenti è perfettamente legittimo; poi non esiste un limite massimo, ma è importante poter dimostrare l’origine e la finalità del trasferimento in caso di controlli fiscali.

Nel nostro ordinamento nulla vieta di trasferire poche centinaia di euro o somme molto elevate. All’aumentare dell’importo cresce però l’importanza di una causale precisa e della documentazione a supporto.

In realtà non esiste una cifra oltre la quale scatti automaticamente un controllo fiscale. Le banche segnalano soltanto le operazioni ritenute sospette in base al profilo del cliente, non al semplice importo. Per i bonifici da e verso l’estero, invece, oltre 15.000 euro sono previsti specifici obblighi di comunicazione ai fini antiriciclaggio.

In definitiva è sempre preferibile utilizzare strumenti tracciabili. Inoltre, il trasferimento di contante tra soggetti diversi non può superare il limite previsto dalla normativa vigente.

Poi ci sono anche i sistemi digitali, come PayPal, Revolut e Satispay. Ciò che conta è la tracciabilità del pagamento. Poiché queste piattaforme spesso consentono causali molto brevi, per importi elevati è consigliabile predisporre anche una scrittura privata.

Quando interviene il Fisco?

L’Agenzia delle Entrate può avviare indagini finanziarie e chiedere chiarimenti sui movimenti del conto. Se un bonifico viene esaminato, chi lo riceve deve dimostrare che non si tratta di reddito non dichiarato. La giurisprudenza ha però chiarito che un bonifico tra familiari non può essere considerato automaticamente reddito imponibile: servono elementi concreti e una documentazione coerente.

Come scrivere la causale

La causale deve descrivere chiaramente il motivo del trasferimento. Alcuni esempi:

  • “Donazione per acquisto prima casa”;
  • “Contributo spese universitarie”;
  • “Regalo di laurea”;
  • “Prestito infruttifero come da scrittura privata del…”.

Meglio evitare formule vaghe come “vari” o “aiuto” e termini che richiamano pagamenti professionali, come “compenso” o “fattura”.

Quali documenti conservare

Per somme rilevanti è consigliabile conservare:

  • estratto conto del bonifico;
  • eventuale scrittura privata firmata da entrambe le parti, con importo, data e motivo del trasferimento;
  • nel caso di un prestito, le prove delle successive restituzioni.

La documentazione dovrebbe essere conservata per diversi anni.

Donazioni, regali e imposta

Tra genitori e figli, così come tra coniugi, le donazioni sono esenti fino a 1 milione di euro per ciascun beneficiario; oltre tale soglia si applica l’imposta del 4%. Tra fratelli la franchigia è di 100.000 euro, con aliquota del 6% sulla parte eccedente. Per parenti più lontani o soggetti estranei le regole sono meno favorevoli.

Una donazione di denaro di importo modesto, effettuata con bonifico e causale chiara, normalmente non richiede l’intervento del notaio. Per somme molto elevate o collegate ad acquisti immobiliari è invece opportuno ricorrere a un atto notarile.
Le somme donate in vita possono rilevare ai fini della successione attraverso il meccanismo della collazione, con possibili effetti sulla ripartizione dell’eredità tra gli eredi.

Poi i regali di compleanno, matrimonio o laurea, purché di valore proporzionato alle possibilità economiche del donante, non costituiscono reddito e non devono essere indicati nella dichiarazione.

Se siamo nell’ambito del prestito, è importante qualificare correttamente il trasferimento. Se il denaro dovrà essere restituito, è opportuno parlare di “prestito infruttifero” e definire modalità e tempi di rimborso.
Se invece si tratta di un aiuto definitivo, è meglio indicare chiaramente che si tratta di una donazione o di un regalo.

Attenzione al frazionamento

Suddividere volontariamente un trasferimento in più bonifici di importo inferiore per evitare presunte soglie di controllo può risultare sospetto. È preferibile effettuare un unico bonifico con una causale completa.

Chi riceve deve dichiarare il bonifico?

No, se il trasferimento rappresenta realmente una donazione, un regalo o un prestito e non un reddito. Resta comunque fondamentale poter dimostrare la natura dell’operazione in caso di verifica.

Le buone regole da seguire

Per evitare contestazioni è sufficiente adottare alcune semplici precauzioni:

  • utilizzare sempre strumenti di pagamento tracciabili;
  • indicare una causale precisa e coerente;
  • evitare il frazionamento artificioso degli importi;
  • conservare tutta la documentazione utile a dimostrare origine e finalità del trasferimento.

Seguendo queste indicazioni, i bonifici tra familiari restano uno strumento semplice e sicuro per prestare aiuto economico ai propri cari.

Altri contenuti